21 Maggio 2024
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Blitz Ndrangheta: i clan di Cutro padroni a Reggio Emilia

20-02-2024 16:29 - Cronaca
Nelle prime ore di questa mattina, un'operazione coordinata ha visto l'impiego di 350 militari, tra cui Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia, membri del SCICO e Carabinieri del Comando Provinciale locale. Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Reggio Emilia, guidata dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, l'operazione ha preso di mira una vasta rete criminale, mettendo in luce l'estesa collaborazione tra diverse forze dell'ordine per combattere la criminalità organizzata e i reati fiscali su scala nazionale.

L'adozione di 15 misure cautelari evidenzia la determinazione delle autorità nel garantire la sicurezza pubblica e l'integrità economica. Il ritrovamento di sostanze stupefacenti e il sequestro di beni di valore durante le perquisizioni dimostrano la molteplicità dei reati perpetrati dall'organizzazione criminale, sottolineando la complessità e la diversificazione delle loro attività illecite.

Le condotte poste in essere dall'organizzazione criminale sono emerse all'esito di complesse attività di indagine (sviluppate dai militari del Gruppo Guardia di Finanza e della Compagnia Carabinieri di Reggio Emilia), che hanno evidenziato operazioni di infiltrazione nel tessuto economico regionale e conseguente gestione criminale, con influssi sull'intero territorio nazionale, ad opera del sodalizio, condotte da soggetti calabresi originari di Cutro, professionisti calabresi e campani, soggetti nativi di Reggio Emilia ed altri originari della Provincia di Foggia.
Le attività d'indagine hanno fatto emergere come il core business criminale fosse legato in misura prevalente alla commissione di reati tributari, mediante l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, con una costante crescita dei cd. “utilizzatori”, coinvolti nell'articolato sistema di frode fiscale; l'organizzazione ha, inoltre, gestito un imponente giro d'affari nel più ampio settore delle prestazioni di servizi, quali cantieristica e manutenzione di macchinari industriali e pulizie, oltre che nel settore del noleggio di autovetture e di commercio all'ingrosso.

Le indagini hanno rivelato come l'organizzazione abbia mirato a infiltrarsi nell'economia regionale, creando un sistema criminale con ramificazioni su tutto il territorio nazionale. Questa gestione criminale, orchestrata da soggetti provenienti da diverse regioni italiane, evidenzia un tentativo di destabilizzazione dell'economia legale attraverso pratiche illecite diffusamente pianificate e coordinate.

L'analisi del “core business” criminale ha messo in luce l'ingegnosità e la pervasività delle frodi fiscali messe in atto. La creazione di società cartiere e l'emissione di fatture false sono solo la punta dell'iceberg di un ampio spettro di attività illecite, che hanno coinvolto settori vitali dell'economia, dalla cantieristica al commercio all'ingrosso, dimostrando un'organizzazione e una pianificazione dettagliate.

La scoperta di reati che vanno oltre la frode fiscale, come estorsioni, riciclaggio, e bancarotta fraudolenta, illustra la varietà e la gravità delle azioni criminali intraprese. L'abuso di sistemi di welfare e di supporti finanziari pubblici durante l'emergenza pandemica evidenzia un cinismo e un opportunismo che sfruttano le vulnerabilità del sistema a proprio vantaggio.

Il sistema di riciclaggio internazionale adottato dall'organizzazione sottolinea la sofisticatezza e l'ampiezza delle operazioni criminali. L'utilizzo di “scatole vuote” e il reinvestimento in beni di lusso o preziosi dimostrano una conoscenza approfondita dei meccanismi finanziari internazionali, utilizzati per mascherare e reintegrare i proventi illeciti nell'economia legale.

L'operazione condotta rappresenta un passo significativo nella lotta contro la criminalità organizzata e la frode fiscale, evidenziando l'importanza di un'azione coordinata e incisiva delle forze dell'ordine. Questi sforzi non solo mirano a smantellare le reti criminali esistenti ma anche a prevenire future infiltrazioni e abusi, riaffermando l'impegno dello Stato nella tutela dell'ordine pubblico e dell'integrità economica.


Fonte: Il Mattino di Sicilia

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