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Crollo viadotto in Calabria: la Procura apre fascicolo

04-05-2023 18:40 - Cronaca
La Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo sul crollo avvenuto ieri di una parte del viadotto "Ortiano 2", lungo la strada statale 177 Dir nel territorio del comune di Longobucco, in provincia di Cosenza.

A provocare il cedimento della struttura sarebbero state le piogge incessanti e la conseguente piena del fiume Trionto.

Il crollo non ha provocato conseguenze per le persone grazie al fatto che l'Anas, nel primo pomeriggio di ieri, aveva bloccato, in precauzionale il transito di mezzi leggeri e pesanti lungo tutta la statale. Il viadotto era stato aperto al traffico nel 2016 dalla Regione Calabria e l'Anas ne aveva acquisito la gestione nel 2019.


Occhiuto: non deve più accadere

"Queste cose non devono più succedere, ma bisogna impegnarsi nel vigilare maggiormente affinché non si ripetano.
Sull'ambiente ho investito molto tempo e molte risorse in questo anno e mezzo di governo.

Certo, ho coscienza di governare una Regione difficile, complicata, ma non risparmio energie, nonostante non passi giorno in cui si non si verifichi un'emergenza". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, parlando con i giornalisti nel corso del sopralluogo effettuato nell'area nella quale ieri è crollato il viadotto "Ortiano 2".

"Ho chiesto agli uffici regionali, i quali però non hanno avuto un ruolo nella realizzazione di questa strada - ha aggiunto Occhiuto - di fare degli accertamenti. Ho sentito ieri l'amministratore delegato di Anas, Aldo Isi, e anche loro faranno degli accertamenti. Ma mentre si fa tutto questo dobbiamo pretendere dal governo nazionale che risarcisca anche questa parte della Calabria che è stata condannata all'isolamento per tanti anni e che ha dovuto registrare soltanto promesse. Questo è l'emblema di come sia complicato e difficile realizzare le opere pubbliche in Italia, e di come sia ancora più complicato farle in Calabria".

"Sono anni ormai - ha sostenuto il governatore calabrese - che i cittadini di Longobucco aspettano un strada che possa congiungere il loro paese al mare, ma hanno ascoltato soltanto promesse e registrato soltanto disastri. La soluzione non è quella di non fare la strada, ma quella di pretendere che i lavori vengano fatti bene. È una buona cosa che la strada, realizzata dalla Comunità montana, sia ora nella gestione di Anas. Per questo credo che sia doveroso chiedere alla società di verificare la qualità dei lavori sui lotti già realizzati e di accertare, come farà anche la Procura, se ci siano state responsabilità. La risposta ad un disastro non può essere quella di accettare l'isolamento. La risposta deve essere quella di fare le opere pubbliche evitando che avvengano i disastri. Per fortuna ieri il tratto di strada era chiuso, altrimenti oggi commenteremmo una tragedia".


Fonte: Redazione
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