07 Ottobre 2022
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Dormire anche con un po' di luce non fa bene alla salute

03-04-2022 23:30 - SALUTE
I rischi cardiovascolari (e metabolici)..
Chi dorme con le finestre completamente chiuse, chi lascia entrare sempre un po' di luce, chi invece al buio non ci riesce proprio a stare. A letto ognuno ha le proprie abitudini durante la notte. Ma una, secondo la scienza, da oggi sembra più "giusta" delle altre. Già, perché secondo una ricerca spegnere completamente le luci e chiudere del tutto le tende è la strada migliore. Una nuova ricerca suggerisce che una notte di sonno con una moderata quantità di luce può avere effetti negativi sulla salute cardiovascolare e metabolica. «Sono rimasto sorpreso dal fatto che anche una piccola quantità di luce che arriva al cervello attraverso gli occhi ha ancora un effetto così notevole», ha spiegato la dott.ssa Phyllis Zee, autrice senior del nuovo studio e direttrice del Center for Circadian and Sleep Medicine presso la Northwestern University. I risultati si collegano a diverse prove che indicano che l'esposizione alla luce di notte può essere dannosa in vari modi e potrebbe predisporre le persone a malattie croniche.

Lo studio

Tutti i partecipanti hanno trascorso la prima notte dormendo in una stanza prevalentemente buia. La notte successiva, metà di loro ha dormito in una stanza più illuminata (e la luce era posta sopra la testa). Nel frattempo, i ricercatori hanno eseguito test sui dormienti: hanno registrato le loro onde cerebrali, misurato la frequenza cardiaca e prelevato il sangue ogni poche ore. Al mattino, è stata data a entrambi i gruppi una grande dose di zucchero per vedere quanto bene i loro sistemi rispondessero al picco.

I risultati, pubblicati della National Academy of Sciences questo mese, mostrano diverse differenze tra i due gruppi. A differenza di coloro che hanno trascorso entrambe le notti al buio, il gruppo esposto alla luce ha avuto una frequenza cardiaca elevata per tutta la notte. Avevano anche una maggiore resistenza all'insulina al mattino, il che significa che avevano più problemi a riportare la glicemia in un intervallo normale.



Fonte: Il Messaggero

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