02 Dicembre 2022
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Incendio Catanzaro: il legale della famiglia chiede giustizia

25-10-2022 15:32 - Cronaca
In mattinata sopralluogo Ris e Vigili fuoco.
"Al momento non abbiamo avuto notizie, la famiglia, tra l'altro, chiede il massimo riserbo e rispetto del dolore e giustizia per queste morti, perché in questo momento sono straziati".
Lo ha detto l'avvocato Valentina Macrì, legale dei familiari della coppia Corasoniti - Mazzei assieme al collega Francesco Gigliotti in relazione alle condizioni di salute dei componenti superstiti del rogo che ha devastato l'appartamento dove la famiglia viveva nel quartiere Pistoia di Catanzaro e nel quale hanno perso la vita i tre fratelli Saverio, Aldo e Mattia Corasoniti.

Il padre Vitaliano e l'altro figlio di 14 anni, Antonello, sono ricoverati nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Catanzaro, dove vengono tenuti in coma farmacologico. La madre Rita Mazzei, 41 anni, e la figlia più piccola, Zaira, di 10 anni - che hanno riportato ustioni nel 40% del corpo - versano in gravi condizioni rispettivamente nel Centro grandi ustionati di Bari e nel reparto Rianimazione pediatrica dell'ospedale Santobono di Napoli. Da quanto si apprende nessuno di loro è allo stato cosciente.


Intanto da questa mattina è in corso un sopralluogo nell'appartamento popolare di via Caduti 16 marzo, nel quartiere Pistoia di Catanzaro, per verificare le cause del rogo che la notte tra sabato e domenica scorsi ha ucciso i tre fratelli Corasoniti, Saverio, 22 anni che era affetto da autismo, Aldo, 15 anni, e Mattia, 12 anni.

Sul posto sono arrivati i Ris di Messina, gli specialisti del Nucleo investigativo antincendio (Nia) dei Vigili del fuoco e o carabinieri della Stazione di Santa Maria, oltre all'ingegnere Geraldo Cuffaro, consulente di parte per la famiglia Corasoniti e agli avvocati nominati dai familiari delle vittime, Valentina Macrì e Francesco Gigliotti.

L'avvocato Gigliotti ha spiegato che oggi i Vigili del fuoco effettueranno "un primo sopralluogo per vedere se l'appartamento è agibile. Se c'è l'agibilità si potrà procedere, altrimenti no.
Questo è un accertamento tecnico irripetibile - ha aggiunto il legale - ma il primo accertamento è vedere se l'appartamento è agibile".



Fonte: Ansa

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