18 Giugno 2024
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Morto il presidente iraniano Raisi, schianto in elicottero

20-05-2024 17:04 - MONDO

Cinque giorni di lutto nazionale.

Il presidente dell’Iran, Ebrahim Raisi, è morto in un incidente in elicottero avvenuto domenica vicino alla città di Jolfa, nella provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, nel nord-ovest del paese, in una zona montuosa e boschiva difficile da raggiungere. I rottami dell’elicottero su cui viaggiava sono stati trovati dopo molte ore di ricerche. Oltre a Raisi, sull’elicottero c’erano anche il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, il governatore della provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, Malek Rahmati, e l’ayatollah Mohammad Ali Ale-Hashem, rappresentante della Guida suprema iraniana in Azerbaigian Orientale (la Guida suprema è Ali Khamenei, la massima autorità politica e religiosa dell’Iran).

Ebrahim Raisi aveva 63 anni ed era presidente dell’Iran dal 2021. Era espressione della componente ultraconservatrice della politica iraniana ed era considerato molto vicino a Khamenei, di cui era anche accreditato come potenziale successore. Contro il regime, tra il 2022 e il 2023, in Iran erano andate avanti per mesi estesissime proteste che nel giro di poco tempo si erano trasformate in una rivolta, la più estesa manifestazione di dissenso dalla rivoluzione del 1979, che trasformò l’Iran in una Repubblica Islamica. Il regime aveva represso le proteste con violenza, condannando a morte diverse persone, con esecuzioni e impiccagioni pubbliche.

In molte parti dell’Iran l’incidente in cui è morto Raisi è stato celebrato già prima della notizia della sua morte. Sui social network sono circolate anche immagini e video di fuochi d’artificio e festeggiamenti per le strade di varie città: molti li hanno attribuiti all’incidente in cui è morto Raisi, ma in Iran in questi giorni sono in corso anche le celebrazioni per l’anniversario della nascita dell’imam Ali ibn Musa al-Reza, una specie di santo nella religione sciita. I media di stato iraniani hanno mostrato anche immagini di persone riunite nelle strade che pregavano per Raisi.

La notizia della morte di Raisi è stata commentata con solenni condoglianze da vari leader di paesi arabi vicini all’Iran, come l’Iraq e il Qatar, e dalle milizie che il regime sostiene da tempo, come Hamas e gli Houthi, in Yemen: insieme a Hezbollah, in Libano, gli Houthi e Hamas fanno parte di quello che i generali iraniani definiscono un “asse della resistenza”, cioè un complesso di alleanze in vari paesi attive nel contrasto dell’influenza di paesi come gli Stati Uniti e Israele.

Raisi era diretto verso la città di Tabriz, vicino a dove l’elicottero è precipitato, di ritorno dall’Azerbaigian, un paese con cui l’Iran confina a nord-ovest, dove era andato per inaugurare una diga col presidente azero Ilham Aliyev. Nel pomeriggio di domenica i media iraniani avevano parlato di «un brusco atterraggio» dell’elicottero vicino a Jolfa. Dell’elicottero di Raisi non si era saputo più nulla e per molte ore erano proseguite le ricerche, rese molto difficoltose dalla fitta nebbia presente in quella zona, montuosa e particolarmente remota. Alle ricerche hanno partecipato decine di squadre di soccorso inviate sia dal governo iraniano che dall’estero.

Ora che è morto, Raisi è stato temporaneamente sostituito dal vicepresidente del paese, Mohammad Mokhber, come previsto dalla Costituzione iraniana. Mokhber è considerato altrettanto vicino alla Guida suprema, Ali Khamenei, che ha confermato la sua nomina. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian è stato temporaneamente sostituito dal suo vice, Ali Bagheri Kani. Dopodiché andranno organizzate nuove elezioni entro un periodo massimo di 50 giorni: significa che le elezioni presidenziali che avrebbero dovuto svolgersi nel 2025 potrebbero tenersi già quest’estate. Nel frattempo Khamenei ha annunciato cinque giorni di lutto nazionale per la morte di Raisi.



Fonte: Il Post

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