22 Giugno 2024
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Ndrangheta da Rocca di Neto a New York: dettagli e nomi

19-12-2022 17:28 - Cronaca
I "cornetti" ordinati al Bar: il codice per le mazzette.


Ordinavano ”cornetti" al bar, ma era un codice per estorcere denaro a New York: un filo rosso che dalla Calabria, arriva fino ad imprenditori di Manhattan, nella Grande Mela: estorsioni segnalate due anni fa dall'Fbi americano, che hanno portato a 18 arresti tra Rocca di Neto (Crotone) e gli Stati Uniti. Tra i reati contestati: associazione di tipo mafioso finalizzata al narcotraffico, estorsione aggravata dal metodo mafioso nonchè porto e detenzione illegale di armi e munizioni. Duecento gli agenti impegnati all'alba nell'operazione, coordinata dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

L'organizzazione - attiva sul territorio calabro della cosca "Corigliano-Comito" era dotata - secondo quanto emerso dalle indagini dei poliziotti del Servizio centrale operativo e delle Squadre Mobili di Crotone e Catanzaro - "di capacità di controllo sul territorio e gerarchie interne, legata a doppio filo con la "locale" di Belvedere Spinello, ma proiettata negli Usa dove l'FBI ha svolto diverse perquisizioni a carico di soggetti indagati in un procedimento penale collegato".

Il "vocabolario strategico" imposto alle vittime
Le estorsioni attraverso un "meccanismo ben oliato, dissimulato da normali pratiche commerciali e dall'utilizzo di un vocabolario strategico imposto alle vittime", per segnalare la disponibilità al pagamento della mazzetta: ad ogni inizio del mese venivano "ordinati dei cornetti al bar", gestito dalla famiglia Corigliano. In una di queste occasioni la Polizia giudiziaria, immediatamente dopo la consegna dei cornetti, aveva effettuato un controllo dell'auto dove viaggiavano gli indagati, trovando 2.000 euro in contanti.

I ricavi delle attività estorsive, servivano per alimentare una cassa comune gestita dal capo famiglia, con la spartizione dei proventi illeciti divisa "in base a precisi accordi e sulla base dello spessore criminale dei destinatari".

Sequestrati nel corso delle indagini 4 fucili ed una pistola. Raccolti inoltre elementi indiziari sulla responsabilità di alcuni danneggiamenti ed atti intimidatori, commessi dagli appartenenti all'organizzazione mafiosa anche per “fortificare la supremazia sul territorio”: tra questi il danneggiamento, con una bomba carta, di un distributore automatico di snack e bevande di Rocca di Neto.

Il prefetto Messina: "L'operazione completa un ciclo che ha portato a 200 arresti"
Una operazione che - così il Direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, prefetto Francesco Messina - "completa un ciclo repressivo che negli ultimi 10 giorni ha interessato diverse Squadre mobili italiane, coordinate dalle rispettive Procure ordinarie e distrettuali (Milano, Roma, Napoli, Brescia, Salerno, Perugia, Latina, Reggio Calabria, Catania, Trapani e Catanzaro), consentendo l'esecuzione da parte della Polizia di ben 200 arresti". "Consolidata tendenza delle mafie ad investire nel commercio massivo di droga e nella gestione diretta di diverse piazze di spaccio, in grado di produrre somme enormi che poi vengono inserite in un complesso circuito internazionale di ripulitura del denaro che vede il protagonismo di facilitatori, riciclatori con ritorni in ricchezza per le organizzazioni criminali mafiose italiane ammontanti a svariati milioni di euro", ha concluso Messina.



I nomi
La Dda ha ordinato il fermo di 18 persone:


BARBARO Domenico, classe '91, di Rocca di Neto;
BARBERIO Rosario, detto “Sarino”, classe '69, di Scandale;
BARONE Fortunato, classe '69, di Rocca di Neto;
BRUNO Virgilio Antonio, detto “Egidio”, classe '70, di Rocca di Neto;
COMITO Francesco, detto “Capa 58”, classe '89, di Rocca di Neto;
COMITO Michele Antonio, detto “Totonno”, classe '91, di Rocca di Neto,
COMITO Michele Antonio, detto “Totonnello”, classe '63, di Rocca di Neto;
COMITO Salvatore, detto “U scienziato”, classe '87, di Rocca di Neto;
COMITO Umberto, classe '68, di Rocca di Neto;
CORIGLIANO Luigi, detto “Capa ianca”, classe '95, di Rocca di Neto;
CORIGLIANO Luigi, detto “Catammino”, classe '96, di Rocca di Neto;
CORIGLIANO Martino, classe '66, di Rocca di Neto;
CORIGLIANO Pietro, classe '68, di Rocca di Neto;
CUNDARI Patrizia, classe '67, di Rocca di Neto;
MARANGOLO Pietro, detto “Ioscera”, classe '77, di Rocca di Neto;
MARINO Pantaleone, classe '61, di Rocca di Neto;
STEFANIZZI Gabriele, classe '93, di Rocca di Neto;
ZITO Giuseppe Martino, detto “U' Curnacchia”, classe '70 di Rocca di Neto.


Fonte: RaiNews24

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