02 Dicembre 2022
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Rende: corruzione e frodi lavori pubblici, 72 indagati

10-11-2022 22:05 - Cronaca
Divieto di dimora per Manna, indagato Iacucci.

Divieto di dimora e interdizione dai pubblici uffici per il sindaco di Rende Marcello Manna e interdizione per il vice sindaco Annamaria Artese e 72 indagati tra soggetti con cariche istituzionali e funzionari, dipendenti del Comune di Rende, imprenditori e professionisti.

E' quanto emerso dall'operazione condotta dai militari del Comando provinciale e della compagnia di Rende dei carabinieri e del Gruppo di Cosenza della guardia di finanza che hanno arrestato e posto ai domiciliari tre persone, eseguendo un divieto di dimora, otto interdittive della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio e 12 divieti di esercitare attività professionale ed imprenditoriale.

Le accuse, a vario titolo, sono corruzione, rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, turbativa d'asta, frode, peculato e abuso d'ufficio. I provvedimenti sono stati disposti dal Gip di Cosenza su richiesta della Procura.
Ai domiciliari è finito, invece, l'ex assessore Pino Munno.
I sigilli sono stati apposti a sei società, manufatti e somme di denaro depositato in conti bancari.
In tutto gli indagati sono 72 e otto le società oggetto di approfondimento. L'indagine condotta in un arco temporale ampio, ha avuto inizio da accertamenti relativi ad alcuni pubblici eseguiti sul territorio del Comune di Rende per poi estendersi ad ulteriori aspetti come noleggi di mezzi; affidamento diretto di lavori urgenti; occupazione abusiva di un parco pubblico; gare d'appalto per la gestione di strutture come il Centro diurno per minori, "Madre Teresa di Calcutta" e il centro Centro Anziani; servizio di trasporto a supporto di persone con disabilità. Le indagini hanno riguardato anche la ricostruzione dei rapporti economici fra gli indagati, la gestione di società, finalizzata al trasferimento di valori ed utilità economiche.

Nell'inchiesta della procura di Cosenza è indagato per corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio l'attuale vicepresidente di Palazzo Campanella, Franco Iacucci. Quest'ultimo risponde in qualità di presidente della Provincia di Cosenza per un capo d'imputazione in cui è inquisito in concorso con l'imprenditore Massimino Aceto, con il dirigente del settore manutenzione e viabilità della provincia di Cosenza Claudio Le Piane e con il legale della Provincia di Cosenza, Gregorio Barba.

Secondo la procura di Cosenza, Iacucci, Le Piane e Barba, avrebbero messo a disposizione dell'imprenditore Aceto presunte indebite somme di denaro «ricevendone - quale contropartita - un'utilità elettorale, nonché la promessa di illecite dazioni di denaro».


Fonte: Redazione

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