26 Febbraio 2024
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Spari al magazzino del gruppo Callipo: "non mi fermo"

15-01-2024 18:05 - Cronaca
Ancora una volta si spara a scopo intimidatorio e, anche in questa circostanza, nel mirino c'è il Gruppo Callipo, importante realtà produttiva tra le più antiche - ha da poco superato i 111 anni di vita - della Calabria e dell'intero Mezzogiorno.

L'ultimo episodio a San Pietro Lametino, area industriale a sud di Lamezia Terme, dove, nella notte tra sabato e domenica scorsi, sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco. Immediatamente é scattato l'allarme e Pippo Callipo, alla guida del brand alimentare noto a livello nazionale e non solo, soprattutto per la lavorazione e l'inscatolamento del tonno, ha segnalato l'accaduto alla Polizia di Stato, che ha avviato le indagini.

L'imprenditore settantasettenne, da oltre mezzo secolo leader del gruppo che ha sede a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, a distanza di due giorni dall'accaduto, fatica a nascondere disagio e amarezza. Due volte candidato alla presidenza della Regione Calabria, poi consigliere regionale, carica da cui si è dimesso per tornare in azienda, per Callipo quest'ultimo episodio criminale rappresenta più o meno una sorta di "déjà vu".ncora una volta si spara a scopo intimidatorio e, anche in questa circostanza, nel mirino c'è il Gruppo Callipo, importante realtà produttiva tra le più antiche - ha da poco superato i 111 anni di vita - della Calabria e dell'intero Mezzogiorno.

L'ultimo episodio a San Pietro Lametino, area industriale a sud di Lamezia Terme, dove, nella notte tra sabato e domenica scorsi, sono stati esplosi dei colpi di arma da fuoco. Immediatamente é scattato l'allarme e Pippo Callipo, alla guida del brand alimentare noto a livello nazionale e non solo, soprattutto per la lavorazione e l'inscatolamento del tonno, ha segnalato l'accaduto alla Polizia di Stato, che ha avviato le indagini.

L'imprenditore settantasettenne, da oltre mezzo secolo leader del gruppo che ha sede a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, a distanza di due giorni dall'accaduto, fatica a nascondere disagio e amarezza. Due volte candidato alla presidenza della Regione Calabria, poi consigliere regionale, carica da cui si è dimesso per tornare in azienda, per Callipo quest'ultimo episodio criminale rappresenta più o meno una sorta di "déjà vu".
In passato, infatti, non sono mancati episodi analoghi, regolarmente denunciati, che non hanno però inciso minimamente sulla sua determinazione. "Noi andiamo avanti - dice - anche se bisognerà necessariamente affrontare la situazione sulla base delle nuove difficoltà e dei nuovi costi per la sicurezza. Un episodio del genere, comunque, non può certo essere ignorato, anche se ci crea disturbo e comporta una certa preoccupazione". "Quanto si è verificato - afferma ancora Callipo - non può comunque fermarci sia per la nostra storia, quella più che cinquantennale mia e, prima di me, di mio padre e di mio nonno, sia per la responsabilità che abbiamo verso le quasi 500 persone che lavorano con noi. Ciò che mi dà più fastidio, comunque, è constatare che la zona è fornita di un moderno sistema di telecamere di videosorveglianza che, però, non funziona essendo stato manomesso a seguito di alcuni furti. L'impianto resta disattivato anche a causa del fatto che l'ente che lo gestisce non ha i soldi necessari per la manutenzione. In passato ci sono stati alcuni furti attribuibili alla microcriminalità locale. Ma si é trattato soltanto della manomissione di alcune cabine per rubare rame e fili elettrici".



Fonte: Ansa
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