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Crotone: nota stampa delle Guardie Mediche su criticità quotidiane

09-12-2020 17:14 - Calabria
Sicurezza, igiene e privacy: sono questi i problemi principali che riguardano la postazione di Guardia medica di Crotone, proprio adiacente all'ospedale San Giovanni di Dio, in cui operiamo quotidianamente.
Sono i giorni in cui di discute dell'importanza della Medicina territoriale in Italia, ma Crotone purtroppo anche in questo caso sembra rappresentare un'eccezione, in negativo purtroppo. Nei mesi scorsi abbiamo inviato diverse mail PEC al Direttore Generale dell'ASP Crotone, al Direttore Sanitario del P.O. Di Crotone, al Direttore del DUA e per conoscenza anche all'Ordine dei Medici per denunciare lo stato pietoso in cui versa la nostra postazione. Lo abbiamo fatto per rispetto del nostro lavoro, ma soprattutto dei tanti pazienti che accogliamo giornalmente. Nessuno, però, si è mai degnato di darci una risposta e i nostri appelli sono sempre caduti nel vuoto.

Sono diverse le criticità che giornalmente dobbiamo fronteggiare.

 Innanzitutto, tuttora non vi è un protocollo ufficiale "d'emergenza" per uniformare il comportamento della Guardia Medica in periodo COVID o meglio, ci sarebbe: dovrebbe visitare dopo accurato triage telefonico limitando accessi e visite domiciliari a specifici casi indifferibili e dopo aver escluso rischio COVID, ma i pazienti continuano ad afferire (o chiedere visite a domicilio) senza controllo sia per non conoscenza/disobbedienza alle indicazioni, ma anche perché rifiutati o per lunga attesa in Pronto soccorso, o ancora in dimissione dall'ospedale per prescrizioni non emesse dagli specialisti.
Tutti questi costituiscono accessi impropri espongono il medico a frequenti polemiche e situazioni conflittuali con l'utenza, per interagire con la quale i medici neppure sono provvisti di idonei dpi minimi raccomandati.

 Di recente è stato modificato il percorso di ingresso per la Guardia Medica di Crotone per volontà della Direzione del P.O. .
In passato per poter accedere alla Guardia Medica era necessario passare dalla guardiola dell'ospedale, ma per l'emergenza pandemica l'ingresso principale è stato limitato con transennamento, mentre è stato aperto il cancello laterale, di fatto rendendo totalmente libero l'accesso alla nostra postazione.
L’ambulatorio quindi non è monitorato dalle guardie giurate e neppure munito di sistemi di allarme; vi è solo un videocitofono, sprovvisto persino di apertura a distanza.
Il nuovo ingresso non ha pertanto alcun tipo di sorveglianza notturna, ma viene correntemente adibito come "tettoia di sosta" non solo per i clienti del CUP di giorno, ma anche di notte come zona d’attesa per le persone in fila al pronto soccorso e non raramente diventa porta di accesso e bivacco per soggetti "poco raccomandabili" che transitano verso il parcheggio seminterrato e quello posteriore dell'ospedale. Stessi soggetti che spesso nella notte richiedono siringhe e ansiolitici per crisi di astinenza da droghe d’abuso.
Lo stabile non presenta inoltre nessun dispositivo antintrusione (barre, blindature, serrature) essendo semplici finestre a vetro, inoltre solo parzialmente oscurate con ridotta privacy per i medici.

L'ambulatorio e persino la stanza medici sono unici, costringendoci i due medici in servizio a visitare e riposare insieme e senza il rispetto di qualsivoglia decenza ed anche misura di distanziamento in periodo COVID.
Inoltre la compresenza del CUP ad elevato afflusso nello stesso prefabbricato, crea problemi logistici sia nel sovraffollamento che per la rumorosità dell'atrio adiacente: i pazienti arrecano, spesso loro malgrado, un continuo disturbo all'attività dei medici con incongrue richieste di chiarimenti sulle impegnative, polemiche sulle attese o anche semplicemente la richiesta di accedere ai servizi igienici, il cui accesso gli è precluso nel resto dell'ospedale.
In più abbiamo spesso denunciato, senza nessun riscontro, le condizioni igieniche penose; assenza di servizio di fornitura di camici, lenzuola, cuscini puliti e mezzi tecnologici inadeguati; nessun OSS/ infermiere a disinfettare strumenti e superfici, assenza di un lavabo in medicheria, presidio sanitario assolutamente necessario per non contaminare il bagno di uso in comune anche con gli uffici cup; telefoni fissi obsoleti.
Abbiamo un arredamento minimo, non sufficiente a contenere neppure la strumentazione basilare; pareti unte, polverose, malsane, la presenza costante di formiche nell'ambulatorio, non risolta dalle pulizie; strumentazione medica insufficiente. persino i termoscan devono essere acquistarli dai medici stessi.
Nessun tampone è stato richiesto finora ai medici di GM: solo in questi giorni si è attivato l’Ordine dei Medici di Crotone (che ringraziamo) per un primo screening, né sono stati forniti camici, mascherine filtranti, caschi per la tutela dell’operatore che quotidianamente deve monitorare sintomi respiratori di prima insorgenza.

A tutto questo si aggiunge il numero esiguo di medici in rapporto agli abitanti che riguardano la città di Crotone, una vera e propria anomalia, ovviamente in senso negativo.
La postazione (coi suoi soli 2 medici in servizio contemporaneo), sita in capoluogo di provincia, adiacente all'unico presidio ospedaliero di provincia e soggetta ad afflusso turistico, si trova a dover gestire pertanto non solo gli oltre 65mila abitanti Crotonesi, ma ulteriori numerosi pazienti affluiti dalla provincia per l'ospedale o anche turisti (ai quali non è dedicato alcun servizio di guardia medica turistica). Tutti motivi per cui sarebbe auspicabile aumentare il personale impiegato e ammodernare la struttura (o eventualmente trasferire la postazione in un edifici adeguati come in Corso Messina o Tufolo/ Farina).

Tenuto conto che siamo in piena pandemia e che in turno spesso ci sono solamente medici donna, e ricordando l’elevato numero di vittime fra i medici italiani dislocati sul territorio, vittime sia del SARS CoV2 che di violenze da parte di delinquenti (l’ultimo episodio di aggressione a un medico di guardia nel crotonese risale a poche settimane fa), restiamo in attesa di una soluzione urgente ed efficace alle problematiche denunciate.


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